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La definizione completa della musica

Scritto da il 3 Aprile 2018

La musica è una forma d’arte che coinvolge suoni organizzati e udibili e il silenzio. È normalmente espressa in termini di altezza (che comprende melodia e armonia), ritmo (che comprende tempo e metro) e qualità del suono (che comprende timbro, articolazione, dinamica e struttura). La musica può anche comportare forme generative complesse nel tempo attraverso la costruzione di schemi e combinazioni di stimoli naturali, principalmente sonori. La musica può essere utilizzata per scopi artistici o estetici, comunicativi, di intrattenimento o cerimoniali. La definizione di ciò che costituisce la musica varia a seconda della cultura e del contesto sociale.

I filosofi greci e i teorici medievali definivano la musica come toni ordinati orizzontalmente come melodie e verticalmente come armonie.

Se la pittura può essere considerata una forma d’arte visiva, la musica può essere vista come una forma d’arte uditiva.

La definizione più ampia di musica è quella di suono organizzato. Esistono modelli osservabili per ciò che viene definito musica in senso lato e, sebbene vi siano comprensibili variazioni culturali, le proprietà della musica sono le proprietà del suono così come viene percepito ed elaborato dagli esseri umani e dagli animali (anche gli uccelli e gli insetti fanno musica).

La musica è un suono formulato o organizzato. Sebbene non possa contenere emozioni, a volte è progettata per manipolare e trasformare le emozioni di chi la ascolta. La musica creata per i film è un buon esempio del suo utilizzo per manipolare le emozioni.

La teoria musicale, in questo ambito, viene studiata con il presupposto che la musica sia ordinata e spesso piacevole da ascoltare. Tuttavia, nel XX secolo, i compositori hanno sfidato l’idea che la musica dovesse essere piacevole, creando musica che esplorava timbri più duri e cupi. L’esistenza di alcuni generi moderni come il grindcore e la noise music, che godono di un vasto seguito underground, indicano che anche i rumori più crudi possono essere considerati musica se l’ascoltatore è disposto a farlo.

Il compositore del XX secolo John Cage non era d’accordo con l’idea che la musica debba consistere in melodie piacevoli e distinguibili e contestava l’idea che essa possa comunicare qualcosa. Sosteneva invece che qualsiasi suono che possiamo sentire può essere musica, dicendo, ad esempio, “Non c’è rumore, solo suono”[3]. Secondo il musicologo Jean-Jacques Nattiez (1990 p.47-8,55): “Il confine tra musica e rumore è sempre culturalmente definito – il che implica che, anche all’interno di una stessa società, questo confine non passa sempre per lo stesso luogo; in breve, raramente c’è un consenso…. A detta di tutti non esiste un concetto universale, unico e interculturale, che definisca cosa possa essere la musica”.